MISCELE
di
"Fabio Bartolucci"
Premessa:
la
tecnica di miscelazione è materia delicata e nella pratica deve
essere eseguita da personale addestrato e qualificato (ci sono
appositi corsi), pertanto, quanto segue, deve considerarsi come
panoramica sulle tecniche relative e non un manuale.
Improvvisare il "fai da te" in questo campo comporta grandi
rischi sia nella miscelazione in sé, sia per quanto riguarda
l'immersione connessa.
Tecnica della miscelazione
La ricarica della miscela delle bombole può essere effettuata in
vari modi:
- Travaso
- Carica per pressioni parziali
- Carica per flusso
- Carica Nitrox con filtri deazotizzanti
- Miscelazione per pesata
Carica per travaso
Il travaso si effettua da bombole grandi, contenenti la miscela
che avremo ordinato ad una delle ditte produttrici di gas
compressi. In questo caso la qualità della miscela è garantita
dalla ditta con apposito certificato. La carica per travaso,
però, non è così vantaggiosa come può sembrare, in quanto è
difficile utilizzare il contenuto della bombola richiesta e
raggiungere con il travaso la pressione d'esercizio della
bombola del nostro rebreather, anche se piccola.
Possiamo caricare allora da una batteria di bombole grandi,
travasando da quella meno carica a quella più carica, ma a parte
l'ingombro ed il costo di noleggio, non disporremo mai di una
piena carica, anche se non disponendo di un compressore, filtri
e centralina, questo resta il metodo più economico.L'alternativa
è di utilizzare un "Booster" che è una pompa che
ricomprime il gas erogato dalle bombole che forniscono la
miscela, ma i pochi modelli in commercio sono anche molto
costosi. L'utilizzo di un Booster è giustificato per sfruttare
al meglio i "bomboloni" d'elio, che è un gas piuttosto costoso.
Carica per pressioni parziali: Nitrox
Possiamo comporre noi la miscela, immettendo nella bombola,
prima una certa pressione d'ossigeno e poi completare la carica
con l'inerte. Nel caso del nitrox ciò è particolarmente
vantaggioso, perché la carica è completata con un compressore,
cosa che consente il raggiungimento della pressione d'esercizio.
In una bombola carica di miscela, la pressione totale è data
dalla somma delle pressioni parziali dei vari gas che la
compongono. Ad es. in una bombola Nitrox 50 carica a 200 bar,
100 bar saranno d'ossigeno e 100 d'azoto. Dobbiamo, quindi,
formare questa miscela addizionando ossigeno all'aria.
Quante atmosfere dovremo immettere d'ossigeno e quante d'aria?
Il ragionamento è in questi termini:
I 100 bar d'azoto sono forniti dall'aria, ed a questi è legata
la percentuale d'O2 presente nell'aria, stessa, pertanto
rappresentano il 79% dell'aria da immettere, quindi, calcoliamo
100/.79= 126.5 ata d'aria, il resto è ossigeno.
Quindi: 200-
126.5=73.5 ata d'O2.
Naturalmente sono state fatte delle approssimazioni e non si è
tenuto conto delle variazioni che i gas "reali" hanno rispetto
alla legge di Boyle.
Miscelazione nella pratica: l'ossigeno
Il pericolo maggiore nel maneggiare ossigeno è dovuto al
riscaldamento adiabatico. Si tratta del calore sviluppato da una
compressione senza scambio termico con l'ambiente circostante
(appunto detta adiabatica). Il riscaldamento adiabatico insorge
quando il flusso del gas trova un'occlusione, come ad es. un
rubinetto chiuso all'estremità di una frusta di travaso: in quel
punto la velocità del flusso diminuisce rapidamente e la
pressione e temperatura aumentano parimenti, ciò può innescare
facilmente una combustione, pertanto anche da questo punto di
vista è consigliabile aggiungere prima l'ossigeno nella bombola
che, inoltre, dovrà avere il rubinetto già aperto. In questo
modo l'ossigeno non troverà "ostacoli" che possano provocare il
suddetto riscaldamento. Per effettuare il travaso, dopo aver
collegato la bombola da caricare con quella da travaso, bisogna,
quindi, aprire prima il rubinetto della bombola da caricare e
poi, molto lentamente, il rubinetto di quella da travaso, in
modo da lasciar fluire il gas molto lentamente.
Il travaso dell'ossigeno è la manovra più delicata: nella fase
in cui c'è bassa pressione, l'ossigeno tende a fluire a velocità
incredibili, ciò può provocare l'accumulo di cariche
elettrostatiche e conseguenti scariche. Il pericolo che
s'inneschi una combustione è elevato. Quando s'innesca una
combustione con un flusso d'ossigeno puro diventano combustibili
i materiali più impensati, anche i metalli. Una combustione di
questo tipo è quasi impossibile da controllare. E' utile, per il
travaso, disporre di un dispositivo per la regolazione del
flusso o di un orificio calibrato.
La bassa velocità di travaso è necessaria anche per contenere
l'aumento di temperatura del gas: il conseguente aumento della
pressione porterebbe ad una lettura "falsata" e la quantità
d'ossigeno immessa sarebbe minore nella percentuale presente
nella miscela. Conviene in ogni modo far raffreddare la bombola
e misurare nuovamente.
Anche in questo caso vale il discorso fatto in precedenza,
riguardo alla caduta di pressione conseguente al travaso, ma lo
sfruttamento della bombola è molto maggiore: con un Nitrox 60 la
sfruttiamo circa a metà e con un Nitrox 40, il 75% circa
Ovviamente tutta l'attrezzatura deve essere dedicata ad
ossigeno, pena il rischio d'esplosioni!
Manometri e centraline
La misura delle pressioni deve essere accurata. Un errore sulla
pressione non comporta una diversa quantità di gas disponibile,
ma una diversa composizione della miscela!
Non basta disporre quindi di un normale manometro, anche se
dedicato ad ossigeno, ma è necessario un manometro di
precisione. I manometri sono divisi in classi: uno di classe 1
ha un errore di più o meno un bar sulla scala di lettura, uno di
classe 0.5 ha un errore di 0.5 bar, ecc.
Esistono anche manometri digitali, che mostrano varie cifre dopo
la virgola, ma non lasciamoci ingannare: la precisione di questi
dipende dal sensore. Sono però in genere più che adatti al
nostro scopo.
La soluzione migliore (e la più costosa) è quella di acquistare
un'apposita centralina. Ve ne sono in commercio di bellissime
con varie configurazioni: possibilità di miscelare anche l'elio,
analizzatore, iperfiltro, attacchi rapidi…ecc. Alcune hanno un
microprocessore che tiene conto della temperatura del gas
immesso.
L'aria
Non si può, però, immettere aria "normale", quella che
immettiamo normalmente nelle bombole d'aria a circuito aperto,
ma è necessario che l'aria sia "ossigenocompatibile".
L'aria ossigenocompatibile è tale se completamente priva d'oli e
idrocarburi. Deve essere insomma realmente "pulita". Ciò si
ottiene collegando all'uscita del compressore dei filtri
particolari, detti "Iperfiltri", che filtrano
ulteriormente l'aria, già di per sè respirabile, ma non
ossigenocompatibile.
Un'altra scelta, che risolve il problema "all'origine", è quella
di usare un compressore "Oilfree" che lavora senza
lubrificanti. Questi compressori non sono molto più costosi
degli altri, soprattutto se si tiene conto del risparmio degli
iperfiltri e sono ottimi anche per la ricarica aria normale,
perchè fornendo aria pulita, non c'è bisogno dei filtri
convenzionali che tolgono anche tutta l'umidità: avremo cosi
aria alla giusta umidità evitando la secchezza delle vie
respiratorie.
In questa fase è ancora più importante porre attenzione al
riscaldamento del gas in fase di carica.
In genere i compressori sono troppo veloci nel caricare le
piccole bombole dei rebreathers e, se c'è surriscaldamento,
l'aria immessa effettiva sarà minore, conseguentemente avremo
una miscela più ricca d'ossigeno (per esperienza posso affermare
che, invece di un Nitrox 40, si può arrivare ad ottenere un
Nitrox 46).
La velocità di carica, per dare un'idea, dovrebbe essere intorno
ai 10 bar/min.
Per completare la carica, dopo aver collegato il compressore
alla bombola, è necessario attendere che la pressione salga di
10-20 atm, prima di aprire il rubinetto, per evitare che il
contenuto della bombola fluisca verso il compressore. Le
centraline, per questo motivo, sono dotate di un'apposita
valvola di non ritorno
.Analizzatori
Anche se abbiamo eseguito correttamente la carica è necessario
misurare la percentuale di miscela con un analizzatore. Esistono
nel campo professionale analizzatori per tutti i gas, ma l'unico
al quale possiamo accedere è l'ossimetro. Questo è
costituito da un sensore che reagisce alla pressione parziale
d'ossigeno creando una tensione, dalla lettura di questa si può
risalire alla sua percentuale.
Non si può applicare l'analizzatore direttamente al rubinetto. A
parte il pericolo di danneggiarlo, per una corretta lettura, è
necessario fornirgli un determinato flusso (1-3 lt/min) di gas a
pressione normobarica: ci sono in vendita gli appositi
riduttori.
La lettura che ci fornisce l'analizzatore è da considerare un
controllo sulla correttezza di ciò che abbiamo fatto, piuttosto
che la cieca verità sulla composizione della miscela. Bisogna
inoltre considerare che le letture fatte subito dopo la
miscelazione non sono affidabili, poiché la miscela diventa
omogenea solo dopo un certo tempo. Ci sono opinioni discordi
riguardo a quest'argomento, comunque la miscela va sempre
controllata nuovamente prima dell'immersione.
Carica per flusso dinamico
Con questo metodo si miscela il gas a monte del compressore,
immettendo un flusso d'ossigeno calibrato, a pressione
normobarica, in quello d'aspirazione del compressore. La
percentuale della miscela è controllata da un analizzatore.
Con questo metodo, finora, potendo disporre solo dell'ossimetro,
si poteva comporre solo Nitrox, ma ora è disponibile anche un
analizzatore per l'elio, pertanto possiamo caricare anche Trimix.
Il metodo è sicuro in quanto non c'è il pericolo dovuto al
travaso d'ossigeno, ma bisogna concentrare l'attenzione sugli
analizzatori, che ora non rappresentano più solo un sistema di
controllo.
Il dispositivo che miscela i flussi è costituito da uno "stick",
una sorta di piccola marmitta, nella qual è inserita una serie
d'elementi che generano turbolenza nel flusso, in modo da
miscelare bene i gas in aspirazione. Il gas da miscelare,
prelevato dalle bombole, arriva lateralmente allo "stick",
tramite un riduttore di pressione e una valvola che e regola il
flusso. Prima d'iniziare la carica, avviamo il compressore e
agendo sulla valvola, regoliamo il flusso del gas da miscelare
in modo da leggere l'esatta percentuale sull'analizzatore. A
questo punto possiamo iniziare a caricare.
Un ulteriore vantaggio della miscelazione dinamica è quello di
poter sfruttare completamente il contenuto delle bombole che
contengono il gas da miscelare.
Per quanto riguarda il Nitrox, anche se a basso tenore
d'ossigeno, bisogna usare un compressore "dedicato", per quanto
c'è chi sostiene che fino ad un Nitrox 40 non ci siano problemi:
resta comunque quello di non contaminare le bombole e
l'attrezzatura, cosa che ci costringerebbe a ripulire tutto "ad
ossigeno".
Carica Nitrox con filtri deazotizzanti
Esiste in commercio un particolare tipo di filtro che riesce ad
eliminare parte dell'azoto contenuto nell'aria, in questo modo
si arriva a caricare fino al 40% d'ossigeno.
Questi filtri lavorano a media pressione, in genere tra il 1° ed
il 2° stadio del compressore e sono costituiti da un cilindro
che contiene un fascio di fibre che lasciano sfuggire parte
dell'azoto all'esterno.
Il flusso di azoto che viene sottratto all'aria e poi disperso
nell'ambiente può essere regolato in funzione della percentuale
di Nitrox che si vuole ottenere: dal 21% al 40%.
Poiché questi filtri "lavorano" tra il primo ed il secondo
stadio del compressore, resta il problema degli Iperfiltri,
infatti, volendo poi caricare miscele con un tenore d'ossigeno
maggiore, saremmo costretti a pulire "ad ossigeno" nuovamente la
nostra attrezzatura.
Sembra, inoltre, che questi filtri soffrano problemi d'umidità.
Miscelazione per pesata
Possiamo misurare la quantità di gas immesso nella bombola
considerando il suo peso, in questo modo si può ovviare alle
differenze di comportamento dei gas reali dalla legge di Boyle
ed ottenere una miscelazione molto precisa. Ma la teoria per
calcolare il peso dei gas è abbastanza complessa, inoltre
bisogna disporre di una costosa bilancia di precisione. Questo
metodo, altamente professionale è largamente adottato dalle
ditte che forniscono gas compressi. |