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Navi nel Deserto
La partecipazione
Italiana alla M.F.O. (http://www.mfo.org)
L'Italia partecipa a questa forza fin dalla sua istituzione con
personale e mezzi della Marina Militare. Attualmente sono
presenti tre Unità Navali da pattugliamento costiero (Nave
Esploratore, Nave Vedetta, Nave Sentinella) e complessivamente
75 uomini, che costituiscono il Decimo Gruppo Navale Costiero (Comgrupnavcost
10) con sede presso il porto di Sharm el Sheikh.
Tratto da panorama difesa novembre 1999.
L’Italia, non è mai stata avara nelle partecipazioni
alle missioni di pace: ex-Jugoslavia, Libano, Somalia, Iraq ecc.
Un esempio indicativo viene dal 10° Gruppo Navale Costiero “le
navi del deserto” che è operativo con base a Sharm el Sheikh,
sull’estremità della storica penisola del Sinai, sin dai primi
mesi del 1982.
Da allora il 10° Gruppo Navale Costiero ha continuato a dare il
suo fattivo contributo al mantenimento della pace fra egiziani e
israeliani in ottemperanza agli accordi di Camp David, onorando
lo slogan “Pro Pace ubicumque semper” di cui si fregia.
Una pace così faticosamente raggiunta, anche contro il parere
degli altri paesi arabi, richiedeva la presenza di un
contingente internazionale per verificare l’attuazione ed il
rispetto delle clausole: di qui la creazione dell’MFO (Multinational
Force and Observers), una forza multinazionale indipendente
della quale fanno parte 11 paesi, finanziata dall’Egitto,
Israele e Stati Uniti e con la collaborazione di Germania e
Giappone. La MFO ha come quartier generale nel Sinai Nort Camp,
a El Gorah e come seconda base il South Camp, nelle vicinanze di
Sharm el Sheikh. La MFO supporta complessivamente una trentina
di punti di controllo e osservazione distribuiti in tutto il
Sinai.
Alla CPU (Coastal Patron Unit)- questo è il nome assegnato in
ambito MFO al contingente Italiano – spetta dal 25 aprile del
1982 il delicato compito di confermare che lo stretto di Tiran e
il Golfo di Aqaba sono acque internazionali, aperte al naviglio
di tutti i paesi. Sul golfo di Aqaba si affacciano il porto di
Eilat, unico approdo al mare di Israele, e quello giordano di
Aqaba. Il punto più delicato delle rotte che solcano la regione
è il nevralgico Stretto di Tiran, lungo 85 Km, che nel punto di
massima strozzatura si riduce ad un passaggio largo soli 1.000
mt.
Le minacce alla libertà di queste acque sono molteplici, e non
solo quelle relative ad eventuali azioni ostili delle unità
navali delle parti in causa; altri rischi derivano, infatti,
dalla congestione della navigazione, vista la conformazione
morfologica della regione, della pesca che potrebbe danneggiare
irreparabilmente, la risorsa ittica di quest’ambiente, o delle
attività dei paesi che vi si affacciano, volte a sfruttare le
acque prospicienti le coste per interessi economici.
Gli uomini della CPU, che ha fra l’altro la caratteristica di
essere l’unica forza navale presente in loco, essi sono chiamati
a sorvegliare e a riportare tutto quanto può avere attinenza con
gli eventi sopra descritti. Data l’operatività della CPU non è
in oltre raro che questa si debba attivare per rispondere ad
emergenze strettamente civili: sono così numerose le missioni di
ricerca e soccorso in mare (ricordiamo che la nostra zona
preferita è ad alta densità turistica per la presenza di un mare
con fondali ricchi e barriere coralline di eccezionale bellezza,
ma non per questo meno pericolosi) svolte su richiesta delle
autorità egiziane, come l’ultimo incidente del volo n°1234 della
blou fligt e quelle per il riporto di cause di inquinamento.
Com’è tipico per tutti i reparti della Marina Italiana,
all’attività istituzionale si affiancano una serie di altri
impegni, dal normale addestramento (come nel caso delle
esercitazioni antincendio in navigazione), svolti con frequenza
in ambiente multinazionale. Il 10° Gruppo Navale Costiero
effettua esercitazioni di evacuazione di avamposti; (in
particolare a supporto del contingente statunitense di fanteria
con cui condivide la base di South Camp), Svolge crociere nel
settore nord del golfo Aqaba e ha il compito di rifornire il
personale osservatore della MFO che risiede sull’isola di Tiran,
un’isola dove i segnali di pericolo per la presenza di mine
ricordano la delicatezza della situazione. Infatti, nonostante
anni nel Sinai si parli solo per il turismo di Eilat e Sharm el
Sheikh o per il monastero di Santa Caterina, la CPU opera in una
delle cosiddette “polveriere” del mondo, che proprio gli
attentati alla libera navigazione del Golfo di Aqaba e lo
Stretto di Tiran sono, causa di diversi conflitti.
La maggior parte del tempo passato dai pattugliatori in
navigazione è occupato dai trasferimenti verso i punti di
controllo, dove le unità rimangono anche per alcune ore a
controllare e annotare i movimenti delle navi e delle piccole
imbarcazioni. Un lavoro a volte tedioso ma in ogni caso
necessario, svolto giorno e notte da ormai molti anni.
Se da un lato può lamentare la scarsa attenzione dei media, il
10° Gruppo Navale Costiero può dall’altra parte vantarsi di
svolgere dal 1982 un ruolo delicato in modo impeccabile,
destreggiandosi dal rigore richiesto dai compiti assegnati, e le
doti di diplomazia da sempre instillate dalla Marina nei propri
reparti. Dal canto loro gli uomini del 10° Gruppo Navale
Costiero hanno saputo farsi particolarmente apprezzare sia
nell’ambito della stessa MFO che dal paese ospite, instaurando
eccellenti rapporti con gli egiziani e guadagnandosi una
presenza fissa e visibile in tutti gli eventi, anche sociali,
delle comunità locali.
Fermezza e diplomazia stanno pagando, e così mentre la sola
presenza delle candide “navi di Sharm el Sheikh” richiama chi è
in mare ad un comportamento corretto, gli ufficiali,
sottufficiali e marò del 10° Gruppo Navale Costiero sono ormai
una componente stabile e ben accetta nel panorama sociale di
Sharm el Sheikh.
www.marina.difesa.it/attivita/incorso/mfo
Sinai: Consegna riconoscimenti per l'operato del X Gruppo
Navale Costiero
Il giorno 09 febbraio 2004,
presso la base navale del Contingente Italiano dislocato in
Sinai nell'ambito della missione Multinational Force & Observer
(M.F.O.),
le autorita' egiziane, rappresentate dal Brig. Gen. Kamal Nagy,
ed il Comandante della M.F.O., Maj. Gen. Robert Meating, hanno
consegnato al contingente italiano il
certificato di apprezzamento per il contributo
fornito durante l'operazione SAR condotta in seguito alla
sciagura dell'aereo della compagnia FLASH AIR, precipitato in
mare lo scorso 3 Gennaio nelle acque antistanti Sharm El sheikh.
Nell'occasione Il Maj. Gen. R.
Meating ha voluto ricordare anche il tempestivo intervento di
Nave Sentinella nell'operazione SAR avvenuta lo scorso 14
dicembre conclusasi con il salvataggio di tre membri
dell'equipaggio dell'imbarcazione Naama arenatasi di notte sul
reef al largo di Ras Mohamed, ed ha consegnato al Comandante
dell'Unita', TV Riccardo Marchio' un
certificato di apprezzamento.
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